ANIMA DEL MONDO E SPIRITO UNIVERSALE

Nel giornale della mia citta, in una rubrica dedicata alla spiritualità, un religioso, riportando il pensiero di San Domenico che esortava al colloquio con Dio, cioè con la Divinità e non con la Sua espressione terrena, ha, forse artatamente, adoperato indifferentemente l’espressione Gesù e l’espressione Dio. Dico artatamente perché in Alchimia molti seguaci usano, anche loro indifferentemente l’espressione “anima del mondo” e l’espressione “”spirito universale” che, a mio parere possono essere accostate alle espressioni Dio e Gesù. Da credente, anche se non aderente ad alcuna religione, ho colto nell’uso delle espressioni adoperate sia dai cattolici che dagli alchimisti, una perfetta corrispondenza. Per spiegare ciò debbo, in qualche modo, rifarmi al lavoro alchemico che si svolge in due fasi nelle quali uno degli ingredienti che bisogna adoperare per la perfetta riuscita dell’opera lo si trova molto vicino all’uomo, anzi si può dire che ne fa parte. Ebbene la prima operazione, dopo aver collocato nel matraccio tutti gli elementi umani, tende, attraverso la distillazione, ad eliminare le scorie che si sono accumulate nelle parti del corpo durante la vita terrena. Per ottenere tale risultato occorre l’intervento di un ulteriore elemento da introdurre nel matraccio e che, come si è detto, si trova molto vicino all’uomo anzi si può dire che ne fa parte. Ebbene, a mio avviso questo ulteriore elemento è l’anima del mondo. Ottenuto, attraverso la prima distillazione, questo primo risultato, l’opera deve continuare. Le componenti umane, libere dai condizionamenti terreni, verranno distillate ulteriormente aggiungendo nel matraccio lo spirito universale che si trova sempre molto vicino all’uomo, come se ne facesse parte. Questa seconda distillazione produce, come risultato, la scomparsa delle componenti umane e l’anima del mondo e lo spirito universale, possono, insieme, penetrare nel cosmo e conoscere le sue leggi, le sue regole. Alla fine dell’opera alchemica, quindi, l’anima del mondo e lo spirito universale si fondono insieme così come si fondono insieme il Padre ed il Figlio se l’uomo, nella vita terrena opera seguendo i precetti dettati dalla sua religione. L’uso indifferente dei due termini, a mio avviso, identifica la parte finale dell’opera, cioè ciò che si vuole ottenere, il resto riguarda i mezzi.

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