Ordini Esoterici e religioni.

Il rapporto tra religioni e Ordini Esoterici diversi dalle religioni è molto interessante. Esprimo la mia opinione. Innanzitutto è da considerare la parola gerarchia. È importante definire e comprendere questo termine. É importante se e in quanto lo stesso è giustificato dal fatto che si ubbidisce a chi sta sopra perchè ha una maggiore conoscenza. Credo che tutti i gruppi più o meno organizzati abbiano una gerarchia. La Massoneria, i vari Riti, gli Ordini Martinisti, hanno il loro Gran Maestro, il Rotary ha il suo presidente ecc. Qual’è il rapporto che si crea, riguardo all’osservanza delle regole che il gruppo si dà, tra la gerarchia ed il membro del gruppo? All’interno del suo gruppo la gerarchia può dettare tutte le regole che vuole, purchè tali regole valgano solo all’interno del gruppo stesso. Dette regole possono essere contrarie all’ordine pubblico, ma se sono contrarie o meno può deciderlo solo il governo del paese in cui il gruppo esercita la sua attività. Vi é dell’altro, però. Per chi valgono dette regole? In particolare e per fare un esempio, considerando il fatto che la gerarchia cattolica o cristiana condanna gli aderenti alla religione che non si attengono alle norme che regolano la religione stessa, applicare dette regole, dette norme ai propri aderenti è una loro scelta ed un loro problema; che condanni, però, persone che non aderiscono alla loro religione è un atteggiamento che chi ama la democrazia non può non condannare. Le gerarchie religiose possono imporre agli appartenenti al loro gruppo di non aderire ad altri gruppi che non siano graditi, pena la scomunica o la dichiarazione di eretico. Ma che scomunichi o dichiari eretico qualcuno che non aderisce a quel gruppo mi sembra arrogante e anti libertario. Forse, almeno per quanto riguarda la religione cristiana,  oggi lo fa per un residuo retaggio del passato, di quando cioè oltre ad essere titolare di una funzione spirituale, da esercitare fra i suoi adepti, aveva anche un immenso potere temporale che adesso, io dico per fortuna ma è una mia opinione personale, non ha più. Poiché si é detto che, all’interno del loro gruppo i gerarchi dello stesso possono legiferare a proprio piacimento, come considerare i preti o i cattolici che aderiscono a gruppi esoterici e in particolare alla Massoneria? Per quanto mi riguarda ritengo siano problemi degli stessi cattolici e non dei massoni o dei gerarchi dei gruppi esoterici. Per gli appartenenti a gruppi esoterici diversi dalle religioni sono fratelli anche i cattolici,  per i cattolici sembra siano da rispettare ed approvare solo coloro che  si adeguano alle loro norme.  I cattolici nel cercare di imporre le loro regole anche a chi è contrario si appellano alla volontà di Dio, alla sacralità di quanto loro vanno predicando. Io come Iniziato, più modestamente, mi appello alla LIBERTÀ. A meno che non infranga una qualche regola che il governo del paese che mi ospita mi può imporre, voglio essere libero di scegliere e voglio combattere perchè tutti scelgano liberamente. È chiaro che i cattolici, i cristiani, gli appartenenti alle varie religioni hanno tutto il diritto di trasformare quelle che sono solo loro regole più o meno esoteriche in norme è quindi lecito, almeno per me, che facciano politica. Ma finchè i loro precetti sono solo di carattere non giuridico, non dico morale perchè la morale in cui credo io ê molto diversa dalla morale di diverse religioni,  debbono lasciare a chiunque la LIBERTÀ di scegliere. Libertà di scelta, per i greci era αιρεσις, vedi qual’è oggi il concetto di eresia.

La differenza tra religioni rivelate ed Ordini Esoterici diversi dalle religioni ci porta ad esaminare il concetto di religione e quello di religiosità. A mio parere i due termini non esprimono lo stesso concetto. La religiosità è l’anelito che la maggior parte degli uomini possiede, di conoscere il mondo emanato dalla divinità, le sue regole assolute. Le religioni impartiscono regole relative che i sacerdoti della stessa fanno credere che derivino da quelle assolute. Il sacerdote non ha conosciuto personalmente, lui si limita ad interpretare ciò che hanno conosciuto altri Iniziati e ritiene di essere l’unico interprete autorizzato. Esaminiamo adesso se appartenenti ad Ordini Esoterici diversi dalle religioni possono appartenere ad una religione. Quì il discorso si fa complicato. La religione non é solo conservazione della conoscenza ottenuta personalmente da colui che ha ispirato la religione stessa, la religione è anche una Istituzione dove vigono determinate regole rivolte sia a coloro che fanno parte di tale Istituzione sia a coloro che, pur non appartenendovi, a tale Istituzione fanno riferimento, ai fedeli per intenderci. Ciò vuol dire che coloro che appartengono ad Ordini Esoterici diversi dalle religioni nulla tolgono alla religione considerata insegnamento derivante dalla conoscenza Iniziatica. Gli appartenenti ad Ordini Esoterici diversi dalle religioni giungono alla stessa meta alla quale tende la religione per altra via, adoperando strumenti che la religione non possiede o diversi da quelli adoperati dai religiosi stessi. Il risultato finale è però lo stesso. Il religioso conosce per fede, l’Iniziato ad altro Ordine Esoterico conosce personalmente, direttamente. Come si é detto, peró, la religione é anche una istituzione con regole proprie impartite sia ai suoi appartenenti che a coloro che a lei si riferiscono. Tali regole non possono essere solo esoteriche come può e deve essere negli altri Ordini Iniziatici. Negli Ordini Iniziatici infatti la conoscenza delle regole assolute fa sì che colui che percorre la via non abbia bisogno di altre regole. Le religioni invece non conducono alla conoscenza diretta e pertanto, e poichè sia agli adepti che ai fedeli si impone di ubbidire, si fa credere che le regole provengano dalla divinità e pertanto la loro inosservanza comporta punizioni che una volta erano anche corporali, fino al rogo, oggi sembrano solo di carattere morale.

Ciò ci fa dire che gli appartenti ad Ordini Esoterici diversi dalle religioni possono far parte anche dell’Ordine Religioso se e in quanto si rendono conto che disubbidire alle regole dettate dalle religioni non è disubbidire alla divinità ma solo e semplicemente non osservare regole impartite solo per motivi egoistici dai gerarchi delle religioni stesse, operano quindi una separazione fra le norme universali, assolute e le norme relative emesse solo per la conservazione o l’accrescimento del potere religioso.

Ciò giustifica la norma che in Loggia non si parla di religione; niente e nessuno impedisce, però, che si parli di religiosità.

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