Realizzazione discendente


È un termine coniato da Guenon in relazione agli ultimi tre gradi del Rito Scozzese, gradi che sono chiamati amministrativi e che hanno il compito di portare sulla terra, alla manifestazione, ciò che si é appreso percorrendo il cammino ascendente, il cammino verso la manifestazione e in particolare ciò che si è appreso dopo aver percorso tutto il cammino. Personalmente ritengo che si possa estendere detto termine al lavoro di tutti gli Ordini Iniziatici, compreso quello delle religioni rivelate. Naturalmente vi é una apparente differenza tra i due lavori e ne parleremo. 

Guenon ed un suo autorevole commentatore, Michel Valsan, hanno dato alla disamina della realizzazione discendente, un taglio esoterico – religioso. A parte la splendida sensazione che procura la lettura degli scritti di entrambi, a me pare che i due autori si siano sforzati di dimostrare, oltre la fondatezza di tale tesi, come questa parte del percorso iniziatico appartenga a tutti gli Ordini Esoterici, anche religiosi. 

Che la tesi sia fondata non vi é dubbio. La fase discendente, la realizzazione, giustifica il sacrificio e l’enorme sforzo che ogni Iniziato deve affrontare per completare la fase ascendente. 

Esaminiamo adesso in che modo può verificarsi la realizzazione discendente. 

Quanto or ora asserito ci impone di constatare una prima profonda differenza tra chi prima di percorrere il cammino discendente deve percorrere tutto il cammino ascendente e chi viene inviato dalla divinità, e quindi compie solo il cammino discendente, con il bagaglio conferitogli dalla divinità e necessario per governare l’umanità impartendo a quest’ultima le norme di vita idonee allo scopo. Questa affermazione può riferirsi sia alle religioni che considerano la divinità esterna all’uomo sia agli altri Ordini Esoterici che considerano la divinità interna all’uomo. Entrambi gli Ordini devono prendere in considerazione che il percorso discendente possa essere compiuto sia da chi ha prima effettuato il percorso ascendente come anche da chi è già illuminato, come emanazione, e viene inviato nel mondo della manifestazione per portare ivi la luce che già possiede. Il Cristo, il Dalai Lama reincarnazione del Buddha, sono esempi classici di inviati sulla terra dalla divinità per portare la luce che a loro deriva dalla stessa divinità. 

Non desidero occuparmi di chi, negli Ordini Esoterici diversi dalle religioni, nel momento in cui si impadronisce di un involucro e diviene quindi manifestazione, è già illuminato. Discutere di questa evenienza mi porterebbe fuori tema. Il cammino discendente lo compie, in ogni caso, ogni iniziato sia che nasca e quindi passi dallo stato di emanazione allo stato di manifestazione, già illuminato, sia che, per giungere alla illuminazione debba percorrere la via. Questo è uno dei compiti che l’iniziato, non nato illuminato, si assume nel momento in cui è accettato nell’Ordine Iniziatico. Non è un compito assegnatogli dalla natura, è un compito divenuto necessario nel

 momento in cui l’uomo, manifestazione della emanazione, mal utilizzando i sensi e gli strumenti che la natura gli ha messo a disposizione, si è allontanato dal progetto iniziale universale. Una corrente di pensiero è dell’avviso che gli Ordini Iniziatici servono per purificare l’uomo, per migliorarlo, per rendere la sua attività in questa dimensione conforme alla morale relativa. Tutto questo é ciò che deve fare il fedele, colui che si affida ad altri per conoscere, per sapere, ma non per l’iniziato. L’iniziato era già, prima della cerimonia d’iniziazione, un uomo di buoni costumi. Il suo perfezionamento tende ad uniformare il proprio comportamento alle regole del cosmo, alle regole assolute che nulla o poco hanno a che vedere con le regolette morali imposte da questa o quella società in questo piccolo mondo. La sua intuizione é ben altra. Sa anche, però, che il suo sforzo è vano se il resto della società che lo accoglie, se il resto del mondo, si attiene solo alle regole morali relative. Sa che il mondo, in quanto appartenente al cosmo, deve uniformarsi alle regole del cosmo infinito e quindi alle regole assolute. Sa quindi che il lavoro dell’Iniziato non può essere fine a se stesso. Tutto ciò che è stato emanato in questo mondo, animali, piante, minerali, uomini, fa parte del cosmo e quindi tutto deve concorrere a portare avanti quel progetto che sappiamo essere del cosmo e non di questa terra o della nostra società. Ciò vuol dire che fin quando qualcuno porta avanti un progetto contrario all’ordine del cosmo detto ordine non si realizza ed allora o provvede il cosmo, e purtroppo ciò avviene nella maggior parte dei casi, eliminando in qualsiasi maniera ciò che è contrario al percorso ordinato secondo il progetto che si é dato, o deve pensarci l’uomo, unica manifestazione su questa terra capace di porre rimedio agli errori fatti da lui stesso. Da quì la necessità delle religioni, degli Ordini Iniziatici in generale. Le religioni ti dicono o dovrebbero dirti e gli Ordini Iniziatici ti pongono o dovrebbero porti nella condizione di conoscere come realizzare lOrdine del Cosmo, l’Ordine Assoluto. Sa come ottenere la REALIZZAZIONE. Per le religioni la realizzazione discendente, come si é detto, è suggerita da colui che, illuminato dalla divinità, è inviato su questa terra per dettare, attraverso i ministri del culto, le regole atte a raggiungere la realizzazione; avviene spesso però che i Ministri che dovrebbero essere gli interpreti delle norme esplicitate dall’Illuminato inviato sulla terra dalla divinità, non essendo loro stessi illuminati, nell’adoperare il potere che deriva loro dall’essere ritenuti i soli interpreti della volontà divina, approfittano di questo potere per loro stessi o per la loro organizzazione, arrecando grave danno all’umanità. Gli Iniziati da Ordini Esoterici diversi dalle religioni sanno, perchè lo hanno appreso lungo la via iniziatica, che per ottenere la realizzazione devono concorrere tutti gli esseri e non solo loro stessi e da quì la necessità del percorso discendente. L’Iniziato sa che l’esigenza di realizzazione non è altro che il ritorno dell’uomo, manifestazione, alla purezza che era in lui, o meglio negli elementi che lo hanno composto, quando gli stessi  erano  emanazione. L’Iniziato sa che la manifestazione deve concorrere, insieme alla emanazione, alla realizzazione di un progetto che non é suo e che chiama Divino. Ma tutta la manifestazione deve contribuire, così come al progetto già concorre tutta l’emanazione dalla quale proviene. Il percorso discendente indispensabile per ottenere che ciò che è in terra collabori alla realizzazione del progetto divino, alcuni Ordini Esoterici lo hanno esplicitato nel loro rituale, non importa se fin dalla loro creazione o successivamente. Un esempio lo si ha in ciò che in Massoneria il primo sorvegliante pronuncia, rispondendo alla domanda del Maestro Venerabile: “a che scopo ci riuniamo”, e cioè pronunciando la frase: “per scavare oscure e profonde prigioni al vizio e lavorare al bene ed al progresso dell’umanità”. In detta frase sono compendiati i due momenti che caratterizzano il percorso iniziatico; scavare oscure e profonde prigioni al vizio, la fase ascendente; lavorare al bene ed al progresso dell’umanità, la fase discendente. Entrambe le fasi sono indispensabili per l’Iniziato, bisogna solo impegnarsi per realizzarle. 

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