Androginia

Gli Ordini Iniziatiche che non consentono l’affiliazione delle donne o che ritengono le donne, pur affiliate, non suscettibili di ottenere poteri Iniziatici, giustificano la loro determinazione ricorrendo spesso ad un presupposto di carattere esoterico che io, personalmente, non condivido. A mio parere gli elementi che compongono la parte visibili dell’uomo sono gli stessi che compongono la sua parte invisibile. Ciò che infatti ha reso l’uomo manifesto, cioè l’emanazione, ha trasmesso a lui tutto ciò che possedeva, ed essendo stata emanata dall’Ente Emanante ha trasmesso all’uomo, propria manifestazione, gli stessi elementi che aveva ricevuto dall’Ente Emanante. Gli elementi che compongono l’Ente Emanante, la sua emanazione e  la manifestazione della emanazione, per ciò che adesso ci interessa, hanno pertanto sia la componente maschile che quella femminile. In sostanza ogni essere che si manifesta, che nasce, ha entrambe le componenti. Naturalmente le due componenti, così come tutte le altre, vengono diversamente proporzionate in maniera da dar luogo a manifestazioni fra di loro disuguali anche se simili. 

Tornando al ruolo femminile, diciamo intanto che la ragione che giustifica la non ammissione delle donne o giustifica la loro ammissione fino ad un certo punto, è comune a molte religioni e, a mio parere, a molti Ordini Iniziatici diversi dalle religioni ma che le religioni scimmiottano. Infatti le religioni che non attribuiscono la stessa composizione alla donna ed all’uomo giustificano esotericamente il loro assunto partendo dal presupposto che il  Dio é esterno all’uomo, ed è composto da elementi diversi da quelli che compongono l’uomo. Altra ragione è che la divinità è intesa come un Dio creatore. In virtù di tali presupposti le due componenti, quella maschile e quella femminile, esistono solo in questo Dio, che è quindi Androgino, e non nella sua creazione. In sostanza alcune religioni, oltre a saltare un passaggio (dall’Ente Emanante alla emanazione) attribuiscono all’Ente Emanante, cioè alla Divinità, la prerogativa di creare, cioé di emettere le varie rappresentazioni e in particolare l’uomo, direttamente ed in maniera difforme alla propria essenza che comprende anche la presenza in se stesso, ed unificata, degli elementi maschile e femminile. Il Dio o la Divinità crea due esseri non solo dissimili ma anche diseguali fra di loro. Gli interpreti della volontà divina attribuiscono ai due esseri diseguali e dissimili, uomo donna, differenti prerogative e le prerogative muliebri fanno considerare la donna non adatta a conoscere e da adibire ad incombenze diverse dalla percorrenza della via Iniziatica. A differenza delle religioni gli appartenenti ad Ordini  Iniziatici diversi dalle religioni sanno che la materia con la quale è fatto l’uomo è la stessa materia dell’Ente Emanante.  Ciò significa che, essendo l’androginia una delle caratteristiche dell’Ente Emanante, la stessa caratteristica si trova in tutti gli elementi emanati. Questa, essendo presente in tutti gli elementi emanati, non scompare con la manifestazione. Per i motivi espressi da De Pasqually e, molto tempo prima anche da Platone, la manifestazione, cioè la persona nel nostro caso,  assume esteriormente le qualità espresse dall’elemento predominante ma l’altro elemento sarà sempre presente. Durante la propria esistenza in questo mondo potrà riscoprire la propria androginia operando, cioé prendendo contezza dell’essenza della propria composizione. In tutto questo si può intravedere il progetto dell’universo, progetto che è eseguito in parte nella o nelle dimensioni in cui gli elementi sono invisibili, cioé sono pura energia, forze, vibrazioni, ed in parte nella dimensione in cui sono visibili. Il progetto, fra le tante cose, prevede il mantenimento, la conservazione, nello stesso stato di parte degli elementi emanati e la loro moltiplicazione sempre in quello stesso stato o in uno stato simile. Alcuni particolari assemblaggi degli elementi possono prevedere la loro stessa conservazione e moltiplicazione ricorrendo a ciò che la scienza chiama  mitosi ovvero procreazione asessuata mentre altri assembramenti, e l’uomo rientra in questi, prevede il mantenimento della specie e  la moltiplicazione mediante ciò che sempre la scienza chiama meiosi ovvero riproduzione sessuata. Da questa esigenza del progetto discende la necessità che per l’uomo, al momento della nascita, si sia provveduto ad una manifestazione distinta nei due sessi apparenti o nella quale vi è la predominanza di un elemento anziché di un altro. Questa esigenza del programma molte religioni l’hanno mascherata in diverse maniere, e, in parte con la punizione degli angeli ribelli, cioé di quegli angeli che volevano anch’essi creare come fa la divinità e che per punizione sono stati relegati sulla terra e distinti nei due sessi. Questa comoda esposizione è stata ripresa poi da personaggi quali Platone, che nel Simposio, ha messo in bocca ad Aristofane il mito dell’Androgino o in Martines de Pasqually che ha trattato l’argomento, in maniera stupenda, nel suo trattato della Reintegrazione.  Non vi è creazione, cioè esecuzione dal nulla ma trasformazione cioè manifestazione di elementi in altri elementi.  La manifestazione, dopo che avrà lasciato il proprio involucro (dopo la morte) libera sia dall’involucro che dalle scorie accumulate nell’intervallo tra la nascita (momento di realizzazione della manifestazione) e la morte,  lascerà libera la emanazione (la parte divina) la quale tornerà ad essere androgina anche nella forma, come era prima della manifestazione. Gli Iniziati sanno che lo stato che in genere si raggiunge dopo la morte, attraverso pratiche che solo un buon Maestro può indicare, può raggiungere durante l’intervallo fra la nascita e la morte, l’androginia e cioè la condizione di conoscenza e di assunzione delle caratteristiche proprie dell’emanazione. L’Androginia puó essere quindi la pietra occulta del VITRIOL, l’oro filosofale, la meta da raggiungere da parte di tutti gli Iniziati. 

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