CONDIZIONAMENTI

 

Per poter percorrere la via Iniziatica il Martinista deve liberarsi, preliminarmente, dai condizionamenti generati dalle passioni umane. Poichè questa è la via per poter giungere alla conoscenza assoluta deve farlo anche qualsiasi Iniziato, qualsiasi Uomo di Desiderio. Perchè? Cosa sono le passioni, come nascono, da cosa sono composte? Le passioni sono atti di egoismo. Nascono per soddisfare esigenze proprie, bisogni propri, senza considerare attentamente, da parte di chi ne diviene schiavo, il danno che può prodursi in altri soggetti. Esse in genere sono in contrasto con le regole dell’ordine universale le quali riguardano tutto ció che è emanato, non solo la particolare manifestazione, e quindi gli interessi particolari di chi agisce. Limitiamoci a considerare ciò che avviene nel nostro pianeta.  L’emanazione diviene manifestazione e dà vita al mondo minerale, al mondo vegetale ed al mondo animale; (consideriamo l’uomo come il prodotto più evoluto del mondo animale). Sempre rifacendoci al nostro pianeta constatiamo che l’uomo, nel soddisfare i propri bisogni, tende a sfruttare il mondo minerale, il mondo vegetale e gli esseri meno evoluti del mondo animale. Tendere a sfruttarli vuol dire utilizzarli, adattarli alle proprie esigenze. Ciò avviene in quanto siamo abituati a considerare  i mondi inferiori, anche se sono composti dagli stessi elementi che compongono l’uomo, non come parti integranti del cosmo ma come funzionali alla esistenza ed al progresso dell’uomo e come tali  da sfruttare. Il danno che deriva da tale atteggiamento è più che evidente ma ciò che è evidente è solo la punta emergente di un enorme iceberg. L’uomo sfrutta il mondo minerale sottraendo al pianeta parte della composizione originaria dello stesso o il frutto della sua evoluzione. L’uomo adatta ai propri bisogni il mondo minerale incurante delle conseguenze che le modifiche, effettuate per poter procedere a tale adattamento, possono generare. Asserve il mondo minerale costruendo città, strade, dighe, e sfruttando il territorio che abita, in ogni modo ed in tutta la sua estensione. Non sembra preoccuparsi, modificando a proprio vantaggio ciò che la natura ha costruito nel corso di secoli, di millenni o di milioni di anni, anzi anche dalle trasformazioni che la natura opera vuol trarre vantaggio. Dalla terra estrae i minerali che utilizza per vivere meglio o per ornarsi, scava pozzi, modifica corsi d’acqua, altera persino le vie dalla stessa terra tracciate nel corso dei secoli. Allo stesso modo si comporta con il mondo vegetale. Distrugge foreste, modifica l’ambiente, altera la produzione spontanea spostandola in luoghi più comodi per lui, alterando la quantità e la natura della stessa; manipola, sperimenta, e tutto al solo scopo di soddisfare i propri presunti bisogni. In genere tutto ciò si attua nell’indifferenza o con la complicità di chi ci sta intorno. Le regole sociali, pur essendo regole relative, giustificano e quasi impongono tali azioni. Constatiamo che la giustificazione, spesso fornita o approvata dalla classe sacerdotale delle varie religioni,  da coloro che conoscono o dovrebbero ben conoscere l’ordine universale, è insita nella enunciazione che il mondo minerale ed il mondo vegetale non hanno un’anima. Le conseguenze di tale falsa affermazione sono deleterie. Sono deleterie sia se si considera la vita limitata dell’uomo in questo mondo sia se si considera l’equilibrio,  l’armonia della dimensione invisibile in cui consideriamo esistere l’emanazione. L’uomo non prende in considerazione ciò da cui proviene. Se si sforzasse di considerarlo o di considerare ciò che avviene dopo che il corpo mortale viene separato dal suo contenuto immortale, dovrebbe tener presente che tale contenuto si trova non solo nell’uomo, cioè nella manifestazione “intelligente” del mondo animale, ma anche nel mondo vegetale e nel mondo minerale. Tale contenuto é la parte immortale degli elementi.L’uomo cosiddetto evoluto, intelligente, non si limita però al solo sfruttamento dei mondi animale, vegetale e minerale, per raggiungere il suo scopo, sfrutta o cerca di sfruttare anche i suoi simili, anche gli altri uomini. Sfrutta a proprio vantaggio la debolezza degli altri uomini, l’ignoranza ed il  perenne stato di necessità degli stessi; li prevarica con la maggiore intelligenza, con la maggior forza, con la maggiore astuzia. Egli, in sostanza, interferisce sia con il progetto che ha amalgamato i vari elementi che costituiscono l’essenza di un altro uomo sia con le sovrastrutture acquisite dagli stessi uomini da altri mondi.La seconda interferenza, per la vita sociale, può produrre effetti positivi ma la prima produrrà senz’altro effetti negativi. L’effetto sociale positivo lo si ottiene in quanto l’interferenza può produrre una maggiore e migliore distribuzione di ciò che si ha a disposizione, tenendo conto delle esigenze di tutti. È un effetto però che riguarda solo la vita sociale, la vita cioè che l’uomo ha voluto scegliere nella speranza di vivere meglio e di partecipare della diversa attitudine e diversa capacità degli altri uomini. Non è detto comunque che il miglioramento sociale coincida con il disegno posto a base sia della emanazione che della manifestazione. Dobbiamo considerare l’emanazione e la manifestazione due momenti di un unico progetto. Il progetto appartiene all’Ente Emanante e pertanto è relativo a tutto il cosmo ed é regolato da norme assolute. Il progetto iniziale dell’Ente Emanante puó essere modificato e la modifica  avviene nel mondo della manifestazione attraverso la manipolazione o l’utilizzo improprio dei mondi ad opera dell’uomo. Detta modifica, verificatasi nel mondo della manifestazione, altera però il progetto iniziale anche nella emanazione. Il mondo della manifestazione contiene infatti nella propria essenza anche una parte della emanazione, identifica la parte invisibile della stessa. Le modifiche possono giungere alla emanazione anche durante il periodo in cui la stessa si manifesta in una particolare manifestazione. Si ha quindi una modifica della manifestazione che, tentando di modificare il progetto complessivo dell’Ente Emanante, coinvolge l’emanazione. Ma il progetto  è immodificabile. Esso risponde a regole assolute e pertanto immodificabili. Avviene quindi che lo stesso deve necessariamente ripristinarsi e si ripristina nel mondo della emanazione ripercuotendosi poi nel mondo della manifestazione. Ripristinare vuol dire riprendere lo status quo ante, nel nostro caso lo stato che la manifestazione, che ha determinato la modifica, aveva prima della nascita quando cioè era ancora emanazione.

Abbiamo quindi in primo luogo un Ente Emanante del tutto immodificabi

 progetto che riguarda i quattro elementi, solido, liquido, gassoso, energetico, (terra, acqua, aria, forza), unici stati in cui è possibile trovare la materia in tutto l’universo; poi l’emanazione e la manifestazione.    

A questo punto è utile conoscere il meccanismo che, attraverso il percorso iniziatico,  la via esoterica e, in particolare attraverso la meditazione, consente all’uomo di condurre la propria esistenza senza distruggere nell’utilizzarli, i mondi vegetali e minerali, oltre al mondo animale, volgarmente inteso senza anima o inferiore. Questo, pur essendo un risultato più che valido, non è l’unico che si consegue percorrendo la via iniziatica. È però quello che più serve in questo intervallo che ciascuna manifestazione deve percorrere, fra la nascita e la morte.    Il risultato che si ottiene da un lato consente di trascorrere questo intervallo evitando, con lo sfruttamento, di nuocere agli altri mondi e, a volte, consente di rimediare agli errori compiuti da se stessi o da altri, che hanno provocato la modifica della essenza della emanazione e quindi la modifica, seppure involontaria, del progetto dell’Ente Emanante.  

Si è detto che la via iniziatica si inizia con la meditazione. Questa prima operazione tende soprattutto a liberare l’uomo dai condizionamenti e farlo ridiventare puro come era al momento della nascita. Ottenuto questo primo ed importante risultato l’uomo può percorrere il resto della via iniziatica che man mano lo porterà alla conoscenza della consistenza della emanazione e delle leggi che la regolano. È difficile raggiungere il risultato finale, ovvero la conoscenza della composizione di tutti gli elementi della emanazione, ma la via che si percorre ci consente di conoscere, lungo la stessa via, alcuni meccanismo che sono alla base di assemblaggi vari che danno luogo a particolari manifestazioni. 

La conoscenza di tali meccanismi consente  all’uomo che utilizza gli altri mondi ovvero le altre manifestazioni, di agire senza modificarli o senza sfruttarli modificandone l’essenza. 

È opportuno, a questo punto, esaminare ciò che accade durante la meditazione.

La meditazione, o meglio la meditazione esoterica, non vogliamo occuparci infatti del training autogeno che sappiamo far bene al fisico o a parti della struttura fisica,  consente la “pulizia” ed il riempimento dei chakra mediante forme di energia proveniente da altre dimensioni o meglio dalla emanazione. 

     Mi sembra opportuno precisare che i termini Ente Emanante, emanazione, manifestazione, che quì abbiamo adoperato, debbono considerarsi termini convenzionali. Presuppongono infatti, nella loro differenziazione, che i primi due diano luogo a fenomeni invisibili mentre il terzo dia luogo a fenomeni visibili. Abbandoniamo per un attimo la terminologia umana, necessaria per farci intendere dai più. Possiamo dire che tutti e tre i fenomeni siano composti da elementi fisici, ma hanno intensità, vibrazioni e quindi percettibilità diversa e tale da far si che la manifestazione uomo ritenga visibile solo tutte le altre manifestazioni e consideri invisibile l’Ente Emanante e la emanazione. In questa terra, in questo mondo, capita che un suono sia percettibile da un animale e non da un altro come può capitare che un fenomeno possa essere visibile ad un animale e non ad un altro. Sappiamo bene, perchè la scienza ce lo dice, che in questo caso le differenze sono relative ad una diverso grado di percettibilità DEI MEDESIMI SENSI. Nel mondo esoterico le cose sono del tutto diverse perchè non si adoperano i medesimi sensi che si adoperano nel mondo cosiddetto materiale. Nel mondo esoterico, ciò che l’uomo considera invisibile, cioè l’Ente Emanante e l’emanazione, sono invisibili con i sensi comuni, con i cinque sensi. Possono però diventare visibili con altri sensi la cui acquisizione è dovuta al percorso iniziatico gestito con determinazione e costanza.   

Iniziamo intanto col dire che la differenza tra il training autogeno, che si ottiene utilizzando durante la meditazione, i sensi comuni e la meditazione esoterica non si fonda solo su applicazioni di un metodo anzichè un altro. Il metodo anzi spesso si equivale, la differenza consiste nella volontà, nel desiderio con cui l’operatore, colui che medita, si avvicina a tale tecnica. Si dice che uno dei criteri,  il più importante, per selezionare il bussante ad un Ordine Martinista è di volere e sapere accertare se l’aspirante neofita è un UOMO DI DESIDERIO.  Solo chi lo desidera può ottenere dalla meditazione il conseguimento dei sensi che gli occorrono per proseguire lungo la via esoterica. Se il risultato cui si aspira è il semplice miglioramento del fisico o parti di esso il risultato che pensano di conseguire possono ottenerlo iscrivendosi in palestre sportive di sapore orientaleggiante o nei circoli para esoterici  dediti al raggiungimento del miglioramento dell’efficienza fisica. In caso di imperfetta selezione gli Ordini Esoterici potrebbero empirsi di persone poco attente alla cura di ciò che è spirituale non interessati al raggiungimento della conoscenza delle norme assolute del cosmo che regolano l’emanazione. 

La confusione però è possibile. Non è sufficiente adoperare un interruttore per passare dall’una all’altra meditazione. Sappiamo che spesso la indifferenziazione è frutto di pigrizia o di incapacità. Un Ordine Esoterico quale il Martinismo mette a disposizioni degli adepti i suoi strumenti e la presenza degli stessi induce chi è preposto al gruppo esoterico di insistere per raggiungere il risultato. È diverso quando tali strumenti mancano e sappiamo che molti Ordini che si dicono Esoterici ed Iniziatici non li possiedono. Questi, a mio parere vengono male utilizzati in quanto i responsabili degli stessi non si preoccupano  di rispettare la missione di cui è investito ciascun Ordine Iniziatico. Costoro cercano di spacciare per strumenti esoterici i simboli che dovrebbero dar luogo agli stessi. Scambiano o spacciano una certa speculatività per operativi. 

Dal punto di vista meramente funzionale possiamo dire che gli iniziati, per trasformare un semplice training autogeno in percorso esoterico, iniziatico adoperano quelli che sono chiamati chakra. Una certa operatività tende infatti alla pulizia dei chakra, e tende quindi a far si che attraverso i chakra, gli elementi invisibili ci forniscano i sensi per comprendere ciò che la parte invisibile che è in noi vuole trasmettere alla parte visibile. Dato che i chakra non sono organi materiali del corpo umana e non sono identificabili, è utile far presente che anche altre manifestazioni a noi vicine, come la terra, posseggono dei luoghi particolari in cui alcuni possono  percepire una determinata attività “spirituale”. Tale forza sentita solo da alcuni ha suggerito proprio in quei luoghi (genius loci), ad edificare templi alle varie divinità. Molti di questi templi, successivamente, alcune religioni hanno sfruttato a loro uso e consumo, distruggendo i vecchi templi ed edificando chiese o impadronendosi degli stessi modificandone la struttura. 

Con il termine Chakra, quindi, si indica una parte del corpo umano, che possiede particolari “virtù” e che, con diverse denominazioni, viene identificato nelle varie componenti del corpo stesso. 

Si era fatta una premessa all’inizio di questo scritto. Le passioni, i sentimenti, i bisogni, inducono l’uomo a servirsi del mondo minerale, del mondo vegetale e di quello che è il mondo animale non evoluto, per raggiungere obiettivi suggeriti dal suo egoismo o dalla società a cui partecipa. Chi agisce spinto dall’egoismo non considera o se considera lo fa solo per evitare danni a se stesso, gli eventuali mutamenti che il suo operato apporta. Chi vuole agire tenendo presente il benessere della società in cui vive o per non produrre danni o modifiche pericolose che il suo agire potrebbe determinare, deve prima conoscere. Il programma dell’Ente Emanate deve guidare il nostro agire, così come guida l’agire delle altre realtà che provengono dalla emanazione. Le altre realtà, almeno quelle che conosciamo in quanto presenti nel nostro mondo, non sono condizionate dalla intelligenza; agiscono per istinto, per istinto intervengono sia sui mondi differenti dal loro sia sul loro stesso mondo. Se consideriamo il loro intervento, ci rendiamo conto che esso, in ogni caso, non è distruttivo, mira solo all’adattamento, alla sopravvivenza o alla conservazione. Tutto ciò DEVE necessariamente far parte del programma iniziale, se non ne facesse parte il programma stesso, ovviamente, non esisterebbe. Dato che ne fa parte non può modificare l’emanazione che ne ha consentito la loro manifestazione. L’intervento “intelligente” dell’uomo può però effettuare le modifiche, con le conseguenze che sono state illustrate. 

Debbo tener presente l’obiezione che sorge spontanea: anche l’uomo fa parte del progetto dell’Ente Emanante e quindi ciò che pone in essere deve esser compreso nel progetto stesso. Ci sarà qualcosa, che al momento ci sfugge, che farà sì che ciò che oggi si ritengono errori o forzature, saranno in seguito considerati solo come eventi funzionali alla realizzazione del progetto. 

Questa è una ipotesi, suggestiva e da prendere in considerazione. Vi è però un’altra ipotesi: l’uomo è un errore della emanazione, un errore scaturito dalla evoluzione della specie animale. A VOI LA SCELTA. 

2 pensieri riguardo “CONDIZIONAMENTI

  1. Se “l’uomo è un errore della emanazione, un errore scaturito dalla evoluzione della specie animale”, allora è un errore riuscito bene ! Ottima riflessione la tua Antonio !

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  2. Solo il cervello è usato male. Il cervello dovrebbe realizzare un progetto dell’Ente Emanante, realizza invece, o tenta di realizzare, un suo progetto. Un progetto di prevaricazione del resto delle varie specie o dei vari mondo, compreso il mondo vegetale e minerale, a giudicare dei danni che produce.

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